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	<title>Le chiavi del tempo</title>
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		<title>La politica abbandona la scuola?</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Oct 2010 18:45:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nonnocosma</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La politica abbandona la scuola? Le scuole pubbliche in Italia sono sottoposte ad un’energica cura di­magrante su tutti i fronti: orari, offerta formativa, puli­zia e manutenzione, materiali didattici, sostituzioni in casi di assenza. La cosa riguarda so­prattutto la scuola, dall&#8217;obbligo &#8230; <a href="http://lechiavideltempo.wordpress.com/2010/10/06/la-politica-abbandona-la-scuola/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lechiavideltempo.wordpress.com&amp;blog=10436774&amp;post=70&amp;subd=lechiavideltempo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La politica abbandona la scuola?<br />
Le scuole pubbliche in Italia sono sottoposte ad un’energica cura di­magrante su tutti i fronti: orari, offerta formativa, puli­zia e manutenzione, materiali didattici, sostituzioni in casi di  assenza. La cosa riguarda so­prattutto la scuola, dall&#8217;obbligo all&#8217;università ma tocca anche le scuole materne.<br />
Il tempo pieno alle elementa­ri è stato ridotto, soprattutto in quelle regioni in cui vicever­sa una forte, qualificata, tempo­ralmente consistente offerta formativa sarebbe più necessa­ria per contrastare gli effetti, sul­lo sviluppo cognitivo e delle competenze dei bambini e ra­gazzi, del disagio e della po­vertà. La Gelmini toglie il fieno agli studenti. Ne intruppa trenta per classe con punte di trentacinque/trentasette in molte città. La nostra ministra elimina gli insegnanti precari, ma trasforma gli allievi in precari. Da tutta Italia si eleva un rumore sordo prima ancora che si cominci. C&#8217;è un malessere distribuito in tutti i provveditorati, i presidi si sentono accerchiati, gli insegnanti abbandonati, i genitori trascurati come inetti e diseducativi verso i propri figli. Non ci vuole una scienza per spiegare che più basso è il numero dei ragazzi è più alta è la resa, più felice e più produttivo è il rapporto tra insegnanti e allievi. Stiamo parlando della didattica complessiva, vale a dire della formazione della classe dirigente italiana, del capitale umano di una nazione. Non è come vuol far credere la Gelmini, un problema di politica scolastica, dove ad un modello umanistico, fondato sulla filosofia e l&#8217;italiano, se ne contrappone uno aziendalistico fondato sulla matematica e l&#8217;inglese. Il punto è che nessun modello può sopravvivere all&#8217;assenza di insegnanti. Pazienza se qualche docente si ammala un po&#8217; a lun­go, o se per disgrazia un’inse­gnante decide di avere un figlio. I colleghi faranno i turni di pre­senza per coprire le classi rima­ste scoperte, con quali esiti for­mativi per gli studenti è imma­ginabile.<br />
La verità è che la scuola è diventata una spesa improduttiva e la cultura ragioneristica del governo sta rivelando tutta la sua miopia. Altro che scontro tra destra e sinistra, tra sessanttortardi e postmoderni. Altro che insegnanti precari strumentalizzati dalla politica e snobbati dalla Gelmini.<br />
La scuola italiana è oggi il terreno sul quale verifi­care almeno due grandi questioni che riguardano certo la scuola, ma, più in generale, il modo in cui abbiamo deciso debba funzionare la cosa pub­blica nel nostro Paese. Innanzi­tutto, chi comanda nella scuo­la italiana e, in secondo luogo, che ne è della libertà individua­le, e dunque della possibilità di distinguere e riconoscere il me­rito, in una situazione nella quale gli insegnanti sono di­ventati ostaggio delle burocra­zie ministeriali e degli appara­ti sindacali?<br />
Non è un caso se la scuola è scomparsa dal discorso pubbli­co del nostro Paese. Se le deci­sioni sulla scuola le prendono corpi burocratici che sono al ri­paro dal giudizio pubblico, i cit­tadini smettono semplicemente di occuparsene, perché sono spogliati di qualsiasi possibilità di determinare l&#8217;indirizzo della politica scolastica. Nell&#8217;Italia del Novecento, la scuola è stata un tema centrale della battaglia delle idee. Oggi non c&#8217;è uno straccio d’intellettuale giovane che pensi di farsi le ossa discu­tendo i suoi temi salienti.<br />
Molta della debolezza attua­le degli insegnanti dipende da questo isolamento della scuola. Dalla separazione, che è una ve­ra e propria frattura, tra scuola e cultura militante.<br />
Senza decisione politica non c&#8217;è nemmeno selezione. L&#8217;assenza di norme per il reclu­tamento degli insegnanti hanno in­fatti significato l&#8217;abolizione pu­ra e semplice di qualsiasi criterio di merito nella scelta degli aspiranti professori. Non si fan­no più esami. In questi anni però, è bene ricordarlo, le im­missioni in ruolo ci sono state e sono state massicce, solo che sono avvenute sulla base di pu­ri meccanismi burocratici: ci so­no le graduatorie e ci sono i punteggi. Per i punteggi ci vo­gliono i titoli e questi si otten­gono partecipando ad un corso abilitante che è istituito e governato sulla base di accordi territoriali tra uffici scolastici regionali, organizzazioni sinda­cali, università.<br />
Per non parlare dei pas­saggi interni: dalle materne al­le elementari, da qui alle medie e alle superiori, ogni anno si de­termina una significativa ridi­slocazione di forze all&#8217;interno del sistema scolastico che è sot­tratta a qualsiasi controllo che non sia quello di natura ammi­nistrativa.<br />
Ora, chi ha le mani sui meccanismi di funzionamento di questo apparato controlla di fatto gli insegnanti, potendo de­cidere delle loro carriere. Si ca­pisce allora come l&#8217;abolizione della selezione sia funzionale alla gestione del corpo docente come una massa indistinta. Su questa massa si edifica il pote­re delle burocrazie. E si capisce anche perché gli insegnanti sia­no diventati in questi anni sem­pre più anonimi.</p>
<p>C&#8217;è un dato politico che emerge subito e riassume il sen­so della nostra iniziativa. Gli in­segnanti sono oggi privi di vin­coli associativi, non hanno luo­ghi in cui ritrovarsi. Non espri­mono una voce pubblica indi­pendente dai sindacati ai quali sono stati di fatto abbandonati dal disinteresse della politica. Trattati come un gruppo indif­ferenziato, gli insegnanti perdo­no la capacità di difendere con la propria autonomia il ruolo della scuola come istituzione nazionale.<br />
Insistere sulla dignità culturale dei docenti significa invece lavorare alla formazione di una nuova loro identità. Perché solo un&#8217;adegua­ta costruzione simbolica è in grado di sostenere una rinnova­ta soggettività politica del mondo della scuola. Ma per fare questo gli inse­gnanti hanno bisogno di ritro­varsi, di stabilire collegamenti, di occasioni e luoghi della di­scussione pubblica. È questa la scommessa sulla quale ci si gioca il futuro della nostra scuola e, in ultima analisi, dei nostri figli.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lechiavideltempo.wordpress.com/70/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lechiavideltempo.wordpress.com/70/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lechiavideltempo.wordpress.com/70/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lechiavideltempo.wordpress.com/70/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lechiavideltempo.wordpress.com/70/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lechiavideltempo.wordpress.com/70/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lechiavideltempo.wordpress.com/70/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lechiavideltempo.wordpress.com/70/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lechiavideltempo.wordpress.com/70/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lechiavideltempo.wordpress.com/70/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lechiavideltempo.wordpress.com/70/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lechiavideltempo.wordpress.com/70/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lechiavideltempo.wordpress.com/70/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lechiavideltempo.wordpress.com/70/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lechiavideltempo.wordpress.com&amp;blog=10436774&amp;post=70&amp;subd=lechiavideltempo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Privatizzazione o controllo pubblico sulla gestione strategica delle riserve idriche della Città</title>
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		<pubDate>Sun, 02 May 2010 15:58:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nonnocosma</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il primo maggio sono iniziate la raccolta firme di Italia dei Valori per il referendum contro la privatizzazione dell’acqua, le Centrali Nucleari e la legge sul legittimo impedimento. Referendum di Civiltà nell’interesse del Bene Comune. Qui vorrei soffermarmi sul nesso &#8230; <a href="http://lechiavideltempo.wordpress.com/2010/05/02/privatizzazione-o-controllo-pubblico-sulla-gestione-strategica-delle-riserve-idriche-della-citta/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lechiavideltempo.wordpress.com&amp;blog=10436774&amp;post=67&amp;subd=lechiavideltempo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il primo maggio sono iniziate la raccolta firme di Italia dei Valori per il referendum contro la privatizzazione dell’acqua, le Centrali Nucleari e la legge sul legittimo impedimento. Referendum di Civiltà nell’interesse del Bene Comune. Qui vorrei soffermarmi sul nesso “Privatizzazione dell’acqua e il riverbero sulla Città dei Cittadini”. Per sviluppare questo ragionamento parto da alcuni dati.<br />
La denuncia della criticità del fabbisogno idrico del pianeta non si presta ad equivoci: oltre 2,4 miliardi di persone, ossia il 40% del pianeta, vivono in condizioni di scarsità d’acqua e 1,1 miliardo di persone sono prive di accesso ad acqua potabile igienicamente sana. Solo il 2, 53% dell’acqua della terra è potabile e di questa i due terzi è congelata nei ghiacciai perenni. L’1% disponibile per il consumo non soddisfa il fabbisogno globale conteso dall’agricoltura, dall’industria e dalla popolazione crescente. Mentre la domanda mondiale d&#8217;acqua raddoppia ogni ventuno anni, la fornitura media di acqua per persona calerà di un terzo nei prossimi 20 anni a causa dell’inquinamento, dell’incremento demografico e del cambiamento del clima.<br />
È questa l’entità dell’emergenza con cui si sono misurati i circa 24.000 rappresentanti di 182 paesi che hanno partecipato al 3° forum mondiale dell’acqua che si è tenuto a Kyoto alcuni anni fa nominato dalle Nazioni Unite anno internazionale dell’acqua. Per l&#8217;area del Mediterraneo da qui al 2020 si prevede un aumento del consumo globale di acqua del 50% al nord e del 400% al sud.<br />
Questo allarmante quadro di riferimento basterebbe da solo ad argomentare, senza alcuna altra spiegazione aggiuntiva, la più ferma opposizione a rinunciare al controllo pubblico delle riserve idriche strategiche della nostra città, non incrementabili nel medio periodo. Sarebbe come abbandonare il sistema previdenziale pubblico totalmente in mano ai privati, in un quadro di riduzione strutturale delle risorse previdenziali e d’innalzamento dell’età media. Chi potrebbe garantire la pensione al termine di una vita di lavoro in caso di errate speculazioni o di bancarotta delle società di previdenza privata? Se il Comune sarà costretto a privatizzare le sue fonti di approvvigionamento dell’acqua perderà l’unico strumento per tutelare l’interesse della città dall’inevitabile spinta speculativa all’aumento delle tariffe che il sicuro incremento della domanda comporta, generando a spese dei cittadini una rendita di posizione, in una situazione paradossale che combina la totale liberalizzazione del mercato al monopolio privato delle risorse.<br />
Costretto dalla privatizzazione a cedere i propri impianti (invasi e non solo) che non richiederanno significativi investimenti per i prossimi 50 anni, il Comune di Genova sarà privato di una sicura fonte di utili a rendimento crescente senza alcun rischio d’impresa. Per contro, il Comune rimarrebbe proprietario di una rete distributiva fatiscente, con un secondo sicuro effetto contro natura: quello di pubblicizzare il rischio d’impresa e le perdite. Perdite di acqua superiori al 40% causate dall’obsolescenza della rete a cui si aggiunge la dissipazione dagli spandenti degli impianti a bocca tassata: ad esempio per ogni litro di acqua che esce dall’invaso del Brugneto meno di mezzo litro viene utilizzato dai genovesi.<br />
Non si venga a raccontare che IRIDE o la nuova società che verrà, se ne assumerà comunque l’impegno, in quanto società di proprietà pubblica, perché non lo ha fatto in maniera sistematica quando era municipalizzata e se la privatizzazione è reale non ci sono patti politici che possano imporle finalità sociali a dispetto delle leggi di mercato: l’azienda parteciperà, doverosamente, con i suoi competitori, al banchetto dell’incremento tariffario trascinato dall’aumento della domanda, scaricando direttamente sulle tariffe ogni eventuale richiesta di ammodernamento della rete.<br />
La condizione perché i genovesi (ma anche tutti i cittadini italiani) non siano lasciati con l’acqua alla gola è che sia direttamente il Comune a garantire la corretta gestione delle risorse idriche della città, assicurandosi con il loro controllo il potere di dettare le condizioni per far fronte all’emergenza idrica dei prossimi anni.<br />
Le strategie per rispondere alla sfida sono chiaramente delineate dalla conferenza di Kyoto e riguardano:<br />
lo sviluppo dei sistemi di depurazione e di recupero delle acque;<br />
·	la bonifica e l’aumento del rendimento delle reti attraverso la loro riqualificazione, il controllo sulla qualità e sul risparmio delle risorse;<br />
·	le politiche tariffare e la gestione delle riserve idriche differenziate per usi per supportare i primi due obiettivi strategici.<br />
La strada che il Governo Berlusconi  propone con la privatizzazione, renderebbe il Comune totalmente incapace di tutelare gli interessi della città per far fronte ai primi due obiettivi e lascerebbe ai privati il totale controllo sulle tariffe, sui ricavi e sulla destinazione degli utili ad altri fini più remunerativi.<br />
Basterebbero solo queste riflessioni per capire perché i cittadini farebbero bene a recarsi in massa ai banchetti per firmare il referendum promosso da IDV. E mi aspetterei che le Regioni, le Province e i Comuni di colore diverso da quello del Governo si facessero promotori di un cartello contro la privatizzazione dell’acqua. In fondo non farebbero altro che gli interessi dei loro amministrati.</p>
<p>Prof. Salvatore Ottavio Cosma<br />
Responsabile Regionale Dipartimenti Tematici IDV</p>
<p>Genova, 2 maggio 2010</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lechiavideltempo.wordpress.com/67/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lechiavideltempo.wordpress.com/67/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lechiavideltempo.wordpress.com/67/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lechiavideltempo.wordpress.com/67/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lechiavideltempo.wordpress.com/67/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lechiavideltempo.wordpress.com/67/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lechiavideltempo.wordpress.com/67/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lechiavideltempo.wordpress.com/67/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lechiavideltempo.wordpress.com/67/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lechiavideltempo.wordpress.com/67/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lechiavideltempo.wordpress.com/67/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lechiavideltempo.wordpress.com/67/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lechiavideltempo.wordpress.com/67/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lechiavideltempo.wordpress.com/67/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lechiavideltempo.wordpress.com&amp;blog=10436774&amp;post=67&amp;subd=lechiavideltempo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Petizione per la democrazia nei partiti (ex art.49Cost.)</title>
		<link>http://lechiavideltempo.wordpress.com/2010/03/14/petizione-per-la-democrazia-nei-partiti-ex-art-49cost/</link>
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		<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 13:34:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[                                                                                                    Al Presidente della Repubblica                                                                                           AL SENATO DELLA REPUBBLICA                                                                                           ALLA CAMERA DEI DEPUTATI                                                                                           AGLI ORGANI DI STAMPA                                                                                           ALLE FORZE POLITICHE E SOCIALI   PETIZIONE EX ART. 50 COST. E APPELLO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA  PER L’ESERCIZIO &#8230; <a href="http://lechiavideltempo.wordpress.com/2010/03/14/petizione-per-la-democrazia-nei-partiti-ex-art-49cost/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lechiavideltempo.wordpress.com&amp;blog=10436774&amp;post=46&amp;subd=lechiavideltempo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>                                          </h2>
<h2> </h2>
<h2>                                                       Al Presidente della Repubblica</h2>
<p><strong>                                                                                          AL SENATO DELLA REPUBBLICA</strong></p>
<p><strong>                                                                                          ALLA CAMERA DEI DEPUTATI</strong></p>
<p><strong>                                                                                          AGLI ORGANI DI STAMPA</strong></p>
<p><strong>                                                                                          ALLE FORZE POLITICHE E SOCIALI</strong></p>
<h2> </h2>
<h2>PETIZIONE EX ART. 50 COST. E APPELLO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA  PER L’ESERCIZIO DELLE SUE PREROGATIVE COME “ GARANTE DELLA COSTITUZIONALITA’ DELL’ORDINAMENTO” PER L’EFFETTIVO RISPETTO DELL’ART. 49 COST. (DEMOCRAZIA NEI PARTITI).</h2>
<p> </p>
<p>  Egregi Signori e Signor Presidente,</p>
<p>nutrendo un profondo malessere per la diffusissima assenza di democrazia nei partiti e ispirato, al contempo, da un dibattito sulla democrazia e i suoi valori, andato in onda su Radio Radicale, tra i Signori D’Alema Massimo e Fini Gianfranco, che allo stato mi potrei quasi accingere ad enucleare  tra i pochi “ Statisti” esistenti nel nostro paese, con la presente intendo produrre un “atto di accusa” nei confronti dell’attuale sistema dei partiti esistenti nel nostro Stato affinché vengano adottati atti legislativi finalizzati al rispetto del dettato costituzionale ormai da tanto tempo disatteso con grave pregiudizio delle “comuni necessità” oltre che di democrazia e di partecipazione effettiva all’organizzazione politica dell’intero Paese.</p>
<p>L’art. 49 Cost., infatti, stabilisce che “ tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”.</p>
<p>Ciò che manca in tutti i partiti (o quasi?) è appunto il metodo democratico, la cui assenza ha provocato le più disparate distorsioni e che il Col. Antonio Pappalardo, nella sua posizione di Presidente del  COCER, ha chiaramente elencato come i mali dello Stato e della società italiana: “disoccupazione, insicurezza pubblica, criminalità mafiosa e terroristica, corruzione e faziosità politica, disinteresse per i problemi della collettività, distruzione dell’ambiente, scardinamento di ogni valore morale, dittatura sul popolo che deve subire scelte di ogni genere possibilmente sorridendo”.(La Stampa del 31/3/2000)</p>
<p>In un simile contesto la vita interna dei partiti continua ad essere caratterizzata formalmente da “parolai” che sbavano parole di democrazia, libertà e legalità ma sostanzialmente dalla mancanza di ogni elementare rispetto non solo della vita democratica ma anche della pari dignità sociale, oltreché umana s’intende, e dell’uguaglianza di tutti i cittadini (art.3 Cost.) che d’altronde hanno consentito a Lei, Signor Presidente, e ai Signori Parlamentari di raggiungere le attuali posizioni di prestigio.</p>
<p>Personalmente sono sempre stato alla ricerca di un partito confacente alle mie idee che mi garantisse la possibilità di esprimere le mie opinioni e i miei voti sulle scelte che implicano la soluzione  di tutti i problemi nonché il perseguimento delle più disparate e legittime  finalità. Dopotutto un sistema politico che si definisce e “ si pretende democratico” non dovrebbe garantire tutto ciò?</p>
<p>Per tutta risposta cosa ho trovato? Tesseramenti fasulli o addomesticati dalla politica dei contentini ( favori, clientele, corruzione, ecc.), commissariamenti pilotati per reprimere ogni libertà di espressione (oltreché di impedimento alla più ottimale selezione della migliore dirigenza non solo politica) e di presenza delle minoranze anche se rispettose del programma o ideale di fondo del partito, riunioni e congressi di comodo ovvero da tenere solo se compatibili con gli oscuri, anche se intuibili, interessi dei pochi politici con in pugno le segreterie dei partiti e che tutt’ora vanificano, con il loro controllo caratterizzato da illegalità costituzionale, persino il contenuto dell’art. 5 Cost. in tema di autonomia e decentramento e in totale dispregio di ogni possibile “federalismo”.</p>
<p>Potrei continuare descrivendo persino le varie, infide ed antidemocratiche procedure interne ai partiti ma credo che sia inutile in quanto quasi tutti i politici dovrebbero conoscere l’effettiva situazione. Spero, malgrado tutto, di trovare una “ Stampa libera” che mi consenta di far capire, anche con riferimento ai particolari, l’intero andazzo che caratterizza nel complesso  l’intera vita dei partiti riservandomi  comunque di  scrivere un libro dal titolo “La grande truffa della politica: la soluzione ”.</p>
<p>Non s’intende, tuttavia, fare di tutta l’erba un fascio. Probabilmente ci saranno dei partiti e tanti politici sensibili alle esigenze di una politica intesa in un senso più nobile oltre che attenta a non far scomparire il ruolo dei Signori Parlamentari o mantenerli “sine die” in una situazione di dipendenza ovvero di “ascarismo diffuso”. Ma per trovarli , però, i cittadini dovranno provare ad iscriversi e tentare di partecipare in tutti i partiti sprecando un’intera vita? O dovranno cercare di creare un proprio partito per poi estraniarsi del tutto dalla vita politica?</p>
<p>In un simile contesto spero di interpretare un’esigenza di sostanziale partecipazione, sentita dalla stragrande maggioranza degli italiani e persino dai Signori Parlamentari ( che malgrado non abbiano alcun vincolo di mandato in base all’art.67 Cost., pare siano “asserviti” a qualche cosa d’altro per essere ricandidati e rieletti), attraverso partiti veramente democratici che svolgano adeguatamente il proprio ruolo istituzionale.</p>
<p>Per quanto su esposto, quindi,  chiedo alle SS.LL.,  Deputati , Senatori e Presidente , di promuovere adeguatamente l’adozione, sulla falsariga del diritto delle società (si controlla chi produce e non si controlla chi spreca?) di norme idonee a consentire il normale funzionamento del ruolo democratico  e il successivo controllo di legittimità , e certamente non di merito, della vita interna dei partiti sufficiente a garantire ad ogni iscritto (socio) diritti e doveri affinché possa, con la forza delle proprie idee e la capacità di persuasione, partecipare in regime di concorrenza alla vita pubblica del suo paese.</p>
<p>Certamente tale controllo di legittimità, erroneamente e volutamente rifiutato da certe oligarchie se non dittature di partito in nome della libertà ( la loro solamente, s’intende, e non quella di tutti) sarebbe un atto dovuto anche in base all’art. 54Cost., il cui primo comma prevede, appunto, che “tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservare la Costituzione e le leggi”.</p>
<p>E’ necessario, quindi,condurre l’intero sistema politico dei partiti al rispetto del “metodo democratico” per riportare i cittadini alla politica e al riparo dalle innaturali tendenze o derive autoritarie.</p>
<p>E’ nell’interesse di tutti! Persino di chi detiene il massimo potere anche perché quando si innescano delle azioni che implicano milioni di soggetti si potrebbe rimanere prigionieri di tali azioni e non sempre in posizione di supremazia.</p>
<p>Auspicando che tale petizione possa essere esaminata dalla Commissione competente ai sensi  degli articoli 140 e 141 del Regolamento del Senato della Repubblica ed eventualmente abbinata ad un futuro progetto di legge presentato recante analogo contenuto, porgo i miei più cordiali saluti.</p>
<p>                                                                                                   Con Osservanza</p>
<p>                                                                                            Dr. Prof. Cosimo Luppino</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lechiavideltempo.wordpress.com/46/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lechiavideltempo.wordpress.com/46/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lechiavideltempo.wordpress.com/46/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lechiavideltempo.wordpress.com/46/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lechiavideltempo.wordpress.com/46/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lechiavideltempo.wordpress.com/46/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lechiavideltempo.wordpress.com/46/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lechiavideltempo.wordpress.com/46/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lechiavideltempo.wordpress.com/46/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lechiavideltempo.wordpress.com/46/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lechiavideltempo.wordpress.com/46/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lechiavideltempo.wordpress.com/46/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lechiavideltempo.wordpress.com/46/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lechiavideltempo.wordpress.com/46/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lechiavideltempo.wordpress.com&amp;blog=10436774&amp;post=46&amp;subd=lechiavideltempo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>UN PROGETTO PER GENOVA</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 13:16:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nonnocosma</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza Categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[UN PROGETTO PER GENOVA La GENOVA del nuovo millennio è una città in cui prosegue e si rimotiva la. migliore tradizione democratica, nata dalla lotta di liberalizzazione e che nella Costituzione repubblicana sintetizza identità e culture politiche. L&#8217;agenda dei diritti &#8230; <a href="http://lechiavideltempo.wordpress.com/2010/02/10/un-progetto-per-genova/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lechiavideltempo.wordpress.com&amp;blog=10436774&amp;post=42&amp;subd=lechiavideltempo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>UN PROGETTO PER GENOVA</p>
<p>La GENOVA del nuovo millennio è una città in cui prosegue e si rimotiva la. migliore tradizione<br />
democratica, nata dalla lotta di liberalizzazione e che nella Costituzione repubblicana sintetizza identità e culture politiche.<br />
L&#8217;agenda dei diritti si rimodula incrociandosi con nuove questioni globali: migranti, lavoro nelle sue declinazioni, sviluppo e sua sostenibilità, integrazione multiculturale, differenze di genere, nuove forme della partecipazione.</p>
<p>L&#8217;Unione del Centrosinistra si candida ad interpretare nel suo perimetro di valori vecchie e nuove questioni sociali, vecchie  e nuove povertà, ma anche la diffusione delle opportunità, di un&#8217;idea di equità, di un incontro con la modernizzazione e con le sue forme, di una difesa del welfare municipale, attualizzato e rilanciato.<br />
L&#8217;Unione del Centro sinistra individua un primo perimetro progettuale, con la consapevolezza di fornirlo ad una discussione e ad un confronto con le elettrici e gli elettori che potranno scegliere un candidato alle elezioni primarie del 4 febbraio 2007.</p>
<p>Sappiamo che tra le forze dell’Unione vi sono alcuni temi, in passato non del tutto condivisi, che sono oggi in uno stadio avanzato di procedure amministrative. Essi, tuttavia, rappresentano elementi acquisiti nella continuità tra cicli di governo comunali.<br />
Così come risulta necessario considerare forme di confronto e partecipazione più inclusive dei tenitori che compongono la città.<br />
Temi acquisiti e nuova partecipazione sono il primo punto di accordo da praticare nell&#8217;Unione che si propone di governare per l&#8217;intero ciclo amministrativo 2007-2012.</p>
<p>La macchina comunale<br />
La nuova organizzazione del decentramento cittadino (i municipi) passa da un modello centralizzato ad una riorganizzazione concertata della macchina comunale, &#8216;considerando le ragioni di chi vi lavora (il. primo patrimonio del Comune) e quelle di un &#8216;utenza che reclama con ragione- semplificazione ed efficienza  per nove bisogna ripensare l&#8217;organizzazione logistica e fisica del Comune, per nove bisogna ripensare il sistema dei servizi forniti dal sistema delle municipalizzate.</p>
<p>Centri urbani periferici<br />
In questi anni Genova ha saputo rinnovarsi profondamente :nel centro sfruttando opportunità nazionali ed europee; oggi in :modo deciso occorre indirizzare il flusso delle risorse verso le periferie per la riqualificazione degli insediamenti abitativi, nella. mobilità, nei servizi, nel risanamento ambienta1e, nella conferma e nel rilancio dei centri integrati di via.</p>
<p>Le infrastrutture sostenibili .<br />
Genova deve essere facilmente raggiungibile attraverso un nodo  autostradaIe  deve sostenere la riscoperta del mare, il completamento della metropolitana , l&#8217;assetto della  ferrovia anche aIl&#8217; interno della strategia nazionale, avviare il tunnel sottomarino. Occorre completare innanzitutto le iniziative in essere cercando coerenze con i diversi livelli istituzionali.</p>
<p>Lo sviluppo ed il lavoro<br />
Portualita,  industria, turismo e  cultura ma anche piccole e medie imprese, servizi avanzati, tecnologie dell&#8217;informazione manifestano segnali di tenuta in un quadro in cui si è saputo .con grandi sforzi a partire da quelli del mondo del lavoro- superare la crisi. Progetto Leonardo, IIT&#8217; e INFM, la necessità di trasformare Genova in capitale di Fimneccanica, Fincantieri e distretto delle riparazioni navali, la nuova Cornigliano rappresentano punti di un progetto di crescita che una amministrazione deve sostenere nella concreta convinzione che non c&#8217;e sviluppo senza. sostenibilità ambientale, concertazione sociale e senza. una concreta attenzione alla sicurezza. nei luoghi di lavoro &#8211; vera e propria emergenza – nonché alla tutela dei diritti fondamentali dei lavoratori, superando la precarietà nel posto di lavoro.</p>
<p>La cultura e il turismo<br />
Il 2004, la messa in opera di un sistema di musei cittadini, una forte proposta culturale (teatri,associazioni), una Università. a cui chiediamo di credere di più  in se stessa, il centro storico costituiscono un&#8217;offerta che recupera una dimensione turistica inedita. La messa in opera di un&#8217;unica iniziativa di promozione della città, di una offerta alberghiera più &#8211; inclusiva &#8211; alberghi a tre stalle, di un turismo congressuale che offra integrazione e non competizione tra diverse location, costituisce l’obiettivo dell’Unione</p>
<p>Un Welfare di qualità<br />
Una nuova politica del welfare deve rinnovare le forme di intervento pubblico a favore dei diritti sociali affrontando anche le politiche del lavoro, della famiglia, educative, della casa puntando su una corretta applicazione del principio di sussidiarietà attraverso la collaborazione tra pubblico, privato e terzo settore. Occorre porre particolare attenzione alle forme di assistenza a gli anziani e alla loro integrazione nonché ai problemi dei giovami. E’ in questa prospettiva che si colloca il piano regolatore sociale del Comune.</p>
<p>La mobilità<br />
Muoversi è un diritto di cittadinanza persino ovvio, non sempre effettivamente praticabile. E&#8217; necessario investire in due patti &#8211;  con i lavoratori che operano nella mobilità e con  i &#8211; clienti utenti ¬- ed anche aumentare la qualità del servizio pubblico AMT-FS, chiudere progressivamente il centro storico al traffico privato, valutare il rapporto costo beneficio delle aree blu, investir!! in sicurezza. e compatibilità ambien1:ale nelle strutture pubbliche</p>
<p>Le municipalizzate<br />
Ripensare l&#8217;intervento pubblico in economia ed in particolare la dimensione dell&#8217;intervento del Comune in questo settore perseguendo e conciliando l’autonomia e l’efficienza delle aziende pubbliche partecipate e/o controllate con il perseguimento degli interessi generali che rispondono ai bisogni della collettività.<br />
Occorre pensare ad una rete di partecipazioni, utili, efficaci, controllabili in cui siano messe in sicurezza la fruizione di beni pubblici essenziali, con le forme giuridiche più efficaci riducendo le partecipazioni non strategiche ed anzi anti economiche</p>
<p>L’ambiente<br />
La nostra città, oggetto di una recente ripresa economica, culturale e turistica, necessita di inserire una marcia in più sul versante della tutela dell’ambiente.<br />
Occorre rimettere al centro l’ambiente, con ciò stesso ponendo al centro l’uomo, la sua salute, la sua qualità di vita.<br />
Le condizioni di criticità tipiche di ogni centro urbano, accentuate dalle condizioni geomorfologiche di Genova fanno sì che ogni intervento di qualsiasi natura che si progetta o si realizza nella nostra città debba oggi essere sottoposto ad una valutazione di sostenibilità ambientale strategica: domandarsi cioè se e in che  misura la nostra città è in grado di “sostenere” l’intervento dal punto di vista ambientale.<br />
Utile potrà essere allo scopo la predisposizione, a partire dal Piano d’Azione Ambientale frutto del processo di Agenda 21, di un vero e proprio Piano Regolatore dell’Ambiente, parte integrante del PUC in via di revisione, uno strumento snello ma strategico che, se applicato, può candidare Genova a diventare anche Capitale Europea dell’Ambiente, come città in grado di mettere l’ambiente e la sostenibilità al centro delle proprie scelte, nell’ottica di migliorare la vivibilità della città e la qualità della vita dei propri cittadini.</p>
<p>La sicurezza<br />
La sicurezza dei cittadini è uno tra i più sentiti dai cittadini e non va lasciato in mano alle formazioni politiche conservatrici, spesso xenofobe, generalmente di destra. Dobbiamo essere in prima linea nella difesa dell’ordine pubblico con politiche di sicurezza che diventino anche politiche di integrazione sociale e lotta al disagio.</p>
<p>Immigrazione e interculturalità<br />
Genova si è mossa per prima per il riconoscimento del voto a gli immigrati nelle elezioni amministrative. Occorre, con una stessa volontà di incontro con altre culture, sviluppare il grande tema della collaborazione tra i popoli.</p>
<p>Questo sintetico progetto per Genova dovrà essere arricchito da una intensa campagna di ascolto dei Cittadini genovesi e  di confronto per le primarie tra i vari candidati in seno alle diverse forze dell’Unione.<br />
Sarà compito dei candidati medesimi alle elezioni primarie &#8220;dare un colore&#8221; a questo progetto, sottoscritto dalle seguenti forze dell&#8217;Unione,</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lechiavideltempo.wordpress.com/42/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lechiavideltempo.wordpress.com/42/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lechiavideltempo.wordpress.com/42/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lechiavideltempo.wordpress.com/42/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lechiavideltempo.wordpress.com/42/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lechiavideltempo.wordpress.com/42/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lechiavideltempo.wordpress.com/42/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lechiavideltempo.wordpress.com/42/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lechiavideltempo.wordpress.com/42/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lechiavideltempo.wordpress.com/42/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lechiavideltempo.wordpress.com/42/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lechiavideltempo.wordpress.com/42/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lechiavideltempo.wordpress.com/42/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lechiavideltempo.wordpress.com/42/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lechiavideltempo.wordpress.com&amp;blog=10436774&amp;post=42&amp;subd=lechiavideltempo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Le chiavi del tempo</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 14:29:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>parodix</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[CARTA DI INTENTI La discussione politica proclama di guardare avanti, ma resta solidamente ancorata al vecchio. I suoi maggiori protagonisti si muovono come se il bipolarismo fosse una preziosa eredità da salvaguardare, un bene in sé: i cittadini avrebbero quindi &#8230; <a href="http://lechiavideltempo.wordpress.com/2009/11/11/ciao-mondo/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lechiavideltempo.wordpress.com&amp;blog=10436774&amp;post=1&amp;subd=lechiavideltempo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align:center;"><span style="color:#ff0000;">CARTA DI INTENTI </span></h2>
<p style="text-align:justify;">La discussione politica proclama di guardare avanti, ma resta solidamente ancorata al vecchio. I suoi maggiori protagonisti si muovono come se il bipolarismo fosse una preziosa eredità da salvaguardare, un bene in sé: i cittadini avrebbero quindi ricevuto un dono straordinario con la possibilità di un’indicazione preventiva del premier, quasi che essa rappresentasse un magico rimedio per risolvere ogni problema.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma questa raffigurazione contrasta in modo stridente con una osservazione della realtà che, invece, evidenzia gli infiniti guasti di un bipolarismo rabberciato e nel tempo stesso coatto: anni di conflitti laceranti, di paralisi nello sviluppo economico, sociale e civile, di erosione continua della legalità, di degrado culturale, di corruzione del linguaggio e dei comportamenti politici. Tutto questo nasce da errori istituzionali gravi, i cui danni bisogna cominciare ad ammettere, invece di adorare idoli che non soltanto impediscono la percezione della realtà, ma addirittura allontanano sempre più il Paese dalla politica e dal gusto di fare politica.</p>
<p style="text-align:justify;">Senza questa consapevolezza non si andrà lontano. Vi è un problema di cultura politica che non può essere risolto con qualche prova di disgelo o da un nuovo consociativismo fra i due schieramenti maggiori. Istituzioni più solide per il domani possono venire soltanto da una rilettura critica di quel che è avvenuto e dunque da un riconoscimento dell’insuccesso sostanziale della Seconda Repubblica, cioè di un’esperienza segnata da una perdita secca di democrazia.</p>
<p style="text-align:justify;">L’individuazione di una nuova cultura politica, indispensabile per sostenere una nuova fase istituzionale, quindi, non può dunque essere liquidata nel gioco dei meccanismi e dei contrappesi elettorali. Deve essere invece affrontata non nei luoghi televisivi della politica-spettacolo, ma ricostruendo e riattivando strumenti di conoscenza e di comprensione di una situazione generale profondamente deteriorata sul piano sociale, politico e civile.</p>
<p style="text-align:justify;">Occorre dunque ritrovare “<strong>le Chiavi per declinare nel tempo presente le idee di liberta’, giustizia sociale, eguaglianza facendole vivere nella Carta Costituzionale</strong>”, come scriveva <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Piero_Calamandrei" target="_blank"><strong>Piero Calamandrei</strong></a> rispondendo ad una lettera che gli aveva inviato un giovane Tamburano per rimproverargli di non difendere, in sede di discussione dell’Assemblea Costituente, le idee della sinistra.</p>
<p style="text-align:justify;">Occorre dunque ritrovare, oggi come allora, le “<strong>Chiavi</strong>” di una riflessione politica in grado di riappropriarsi di una serie di testi non da scrivere, ma già esistenti: dalla Dichiarazione universale dei Diritti dell’uomo, alla Costituzione italiana del 1948, alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, ai documenti internazionali sulla bioetica, sull’ambiente, sul lavoro e sulla conoscenza.</p>
<p style="text-align:justify;">Questa è la meditazione non effimera oggi smarrita, il cui effetto non ultimo è la miseria intellettuale in cui siamo precipitati.</p>
<p style="text-align:justify;">Ricercare le “<strong>Chiavi</strong>” per rivitalizzare nel tempo presente il valore morale di quei messaggi e farne riflessione viva è il compito che ci assumiamo per riformare la politica nazionale e locale.</p>
<p style="text-align:justify;">Viviamo le stesse preoccupazioni di milioni di cittadini e dei movimenti che in questi anni hanno fatto emergere un’altra Italia che rifiuta l’illegalità diffusa, lo strapotere del ceto politico, che respinge la riduzione dei diritti dei lavoratori, il loro impoverimento, come quello dei giovani che si vedono preclusa qualsiasi possibilità di costruirsi un futuro e dei pensionati spesso costretti ad aspirare anche soltanto a un decoroso presente; che lotta, dalla scuola alla sanità, contro la sistematica distruzione di fondamentali, oggi non di rado trasformati in strumenti che legittimano disparità e talvolta prevaricazioni.</p>
<p style="text-align:justify;">In tale quadro si colloca il nostro impegno in difesa del servizio pubblico, da quello radiotelevisivo, alla sanità, alla scuola, alla ricerca e all’ Universita’.</p>
<p style="text-align:justify;">Chiediamo la piena applicazione degli articoli 2 e 49 della Costituzione. Il secondo prevede la nascita dei partiti come soggetti di diritto pubblico, per garantire sul piano giuridico formale i diritti degli iscritti e la democrazia interna. La questione morale, ancora apertissima, troverebbe una prima concreta possibilità di soluzione.</p>
<p style="text-align:justify;">La feconda contaminazione tra diverse culture, di cui siamo portatori, trova il suo punto di fusione nell&#8217;elaborazione collettiva delle proposte politiche attorno ad alcuni fondamentali valori condivisi.</p>
<p style="text-align:justify;">A differenza della destra, consideriamo la libertà non già il vessillo di un partito, e tanto meno l&#8217;arbitrio del più forte, ma la condizione preliminare e inviolabile della convivenza umana e dell&#8217;eguaglianza: ci battiamo perciò anzitutto contro ogni tipo di restrizione delle libertà individuali e dei diritti di cittadinanza.</p>
<p style="text-align:justify;">Problema centrale della democrazia in Italia, e del suo sviluppo è l’autonomia &#8220;nella&#8221; e &#8220;della&#8221; comunicazione. In un&#8217;epoca in cui i mass media sono ormai divenuti cruciali per il controllo, il consenso e la manipolazione, nel campo delle idee come in quello del tempo libero, è indispensabile farne il luogo di una grande riforma intellettuale e morale del paese, alla quale chiamare tutte le forze di progresso e di civiltà. Nei suoi cinque anni di governo, inoltre, il centro-destra ha praticato una politica inadeguata allo sviluppo dell’università e della ricerca, violando la Costituzione e compromettendo il progresso economico, sociale e culturale dell’Italia. I settori dell’educazione e dell’istruzione sono tra quelli oggi più vistosamente penalizzati e soltanto un netto e rigoroso cambiamento di rotta potrà garantire all’Italia di uscire da una fase di declino e riprendere a svilupparsi.</p>
<p style="text-align:justify;">Facciamo <strong>della pace e della sua costruzione attiva </strong>una condizione primaria di civiltà, respingiamo secondo il dettato costituzionale l&#8217;idea che la guerra possa essere considerata la continuazione della politica con altri mezzi. La parola d&#8217;ordine è &#8220;no alla guerra senza se e senza ma&#8221;. A tal fine proponiamo la necessaria distinzione tra guerra (sempre sbagliata) e azioni di polizia internazionale, ma soltanto in base a quanto stabilito dalla Carta delle Nazioni Unite.</p>
<p style="text-align:justify;">Ci battiamo per un&#8217;Europa aperta al resto del mondo attraverso una politica che contribuisca a superare il grave divario fra paesi ricchi e paesi poveri, spesso all’origine di grandi tragedie umanitarie. Indispensabili sono in questo senso un&#8217;azione per la riforma dell&#8217;ONU e una spinta per il cambiamento degli attuali orientamenti del Fondo Monetario Internazionale, della Banca Mondiale e WTO. Ci impegniamo per la riforma morale e politica delle economie capitalistiche e per la costruzione di una società socialmente giusta e per un ambiente sano e sicuro.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>La riforma morale e politica ha come obiettivo ravvicinato la costruzione di una Italia multiculturale dei diritti e dei valori. </strong></p>
<p style="text-align:justify;">Con la testimonianza dell&#8217;azione e dei programmi ci impegniamo per l&#8217;avanzamento in tutti i settori della vita sociale, economica, culturale e dell&#8217;informazione di una libertà sociale, economica, culturale e dell&#8217;informazione di una <strong>libertà reale</strong>, fondata sull&#8217;eguaglianza delle opportunità, la difesa e lo sviluppo dei diritti del mondo del lavoro, l&#8217;estensione della sfera dei diritti universali e di cittadinanza.</p>
<p style="text-align:justify;">Le componenti che partecipano all&#8217;area che abbiamo delineato – associazioni, movimenti, singoli individui – si daranno gli strumenti democratici per attuare un continuo aggiornamento di questa Carta di intenti ed elaborare un progetto politico che ne sviluppi compiutamente i valori. A tal fine viene istituito sul territorio ligure un gruppo per il Progetto.</p>
<p style="text-align:justify;">“<strong>Le Chiavi del Tempo</strong>” nasce per offrire una strada a quelle idee e a quelle persone che hanno intenzione di muoversi per svegliare la Liguria e che possono diventare protagoniste di un ritorno della politica come servizio a difesa del bene comune.</p>
<p style="text-align:justify;">Genova, 11 Novembre 2009</p>
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